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Tommaso, la vita raffreddata per rinascere: il miracolo silenzioso del Bambino Gesù

  Quando un neonato smette di respirare, il tempo si ferma. Ma a Roma, dentro la TIN del Bambino Gesù, c'è chi trasforma il silenzio in futuro.   Ci sono storie che non hanno fatto rumore, ma, quando le hai ascoltate, ti hanno cambiato. Non sono serviti effetti speciali, solo una voce, un battito, un bambino che ce l’ha fatta. E qualcuno che, nel momento più fragile, ha creduto nella scienza e nella speranza. Dopo la storia di Gennaro, oggi è la storia di Tommaso . E di chi ha scelto di non lasciarlo indietro. Ogni giorno è una storia , ma alcune sono sembrate scritte dalla mano di un angelo con inchiostro umano. Quella che abbiamo raccontato nell’ultima puntata del nostro programma su Talk City Web Radio è stata una di queste. Non una fiaba. Una verità. Cruda, potente, e per questo indimenticabile. Una storia che è nata tra i respiri mancati, ma che oggi ha corso su due gambe forti e un cuore pieno di gioia. Se vi siete persi le puntate precedenti di Ogni giorno è un...

Mal di testa nei bambini: capire, prevenire e accompagnare. Una guida per genitori informati

Dalla diagnosi alla gestione quotidiana della cefalea infantile: il ruolo chiave della famiglia e del pediatra

Il mal di testa nei bambini è un fenomeno molto più diffuso di quanto si creda. Ogni giorno, nella mia esperienza ambulatoriale, incontro famiglie sorprese, a volte preoccupate, che scoprono come la cefalea non sia affatto rara in età pediatrica. Non si tratta di un problema riservato agli adulti stressati, ma di una condizione che può toccare anche i più piccoli, sin dalla scuola dell’infanzia. Riconoscerla per tempo è il primo passo per intervenire in modo efficace, migliorando la qualità della vita del bambino e quella della sua famiglia.

Quando un bambino lamenta mal di testa, è importante ascoltarlo. Non minimizzare, non banalizzare. Dietro una frase semplice come “mi fa male la testa” si possono nascondere disagi fisici, tensioni emotive, oppure uno stile di vita che merita attenzione. La cefalea può avere cause diverse, e saperle distinguere è fondamentale per orientare la cura.

Le cefalee primarie, come l’emicrania o la cefalea tensiva, sono le più comuni. L’emicrania si manifesta con dolore pulsante, spesso su un solo lato della testa, e può essere accompagnata da nausea, vomito, sensibilità alla luce e ai suoni. Alcuni bambini avvertono un’aura visiva prima dell’attacco, descrivendo lampi di luce o immagini distorte. La cefalea tensiva, invece, si presenta con una sensazione di compressione costante, come un cerchio che stringe la testa, ed è legata spesso a stanchezza, stress scolastico o postura scorretta.

Le cefalee secondarie, meno frequenti ma importanti, derivano da altre condizioni: febbre alta, sinusiti, problemi visivi, traumi cranici. In rari casi, possono essere il primo segnale di patologie neurologiche. Per questo è importante prestare attenzione a segnali d’allarme: se il dolore compare al risveglio o durante la notte, se peggiora progressivamente, se si accompagna a febbre, vomito a getto, rigidità del collo o alterazioni comportamentali, è necessario consultare tempestivamente il pediatra.

La diagnosi si basa principalmente sull’ascolto. Nessun esame strumentale può sostituire un’anamnesi accurata. In ambulatorio dedico tempo a comprendere il tipo di dolore, la sua localizzazione, la frequenza degli episodi, le situazioni in cui si manifesta. Chiedo ai genitori di descrivere la routine quotidiana del bambino: quanto dorme, cosa mangia, quante ore passa davanti agli schermi, come va a scuola, come gestisce ansia e stanchezza.

Talvolta suggerisco di tenere un diario del mal di testa. È uno strumento semplice ma prezioso, in cui annotare ogni episodio, cosa lo ha preceduto, quanto è durato, come è stato risolto. Questo consente di individuare eventuali fattori scatenanti ricorrenti, come la mancanza di sonno, la disidratazione, il digiuno prolungato, l’eccesso di stimoli visivi o uditivi, oppure situazioni emotive particolarmente intense.

Il trattamento dipende dalla tipologia di cefalea. Nella maggior parte dei casi, farmaci come il paracetamolo o l’ibuprofene, somministrati secondo le indicazioni del pediatra, sono efficaci. Tuttavia, il vero obiettivo è la prevenzione. Le famiglie possono fare molto, con gesti semplici e quotidiani. Un sonno regolare, almeno 9-10 ore per i bambini in età scolare, è fondamentale. Anche l’alimentazione va curata: pasti regolari, ricchi di frutta, verdura e cereali integrali, limitando zuccheri raffinati e alimenti confezionati.

L’idratazione è spesso sottovalutata: molti bambini bevono troppo poco. Portare con sé una borraccia a scuola può essere un’abitudine utile. Anche l’attività fisica all’aperto aiuta a scaricare tensioni e a favorire il rilassamento. Al contrario, l’esposizione precoce e prolungata a tablet, computer e TV, soprattutto nelle ore serali, può amplificare o anticipare la comparsa dei sintomi.

Come pediatra, sono particolarmente cauta sull’utilizzo degli schermi da parte dei bambini in tenera età: ritengo che l’introduzione della tecnologia vada posticipata il più possibile, e sempre sotto una guida attenta. È fondamentale che i genitori stabiliscano limiti chiari e coerenti, non solo per prevenire disturbi come la cefalea, ma per tutelare lo sviluppo neuro cognitivo e relazionale del bambino.

Un altro aspetto importante è il sostegno emotivo. Molti bambini che soffrono di cefalea vivono momenti di ansia o frustrazione, legati a prestazioni scolastiche, difficoltà relazionali, aspettative elevate. È importante creare un ambiente familiare accogliente, dove il bambino possa parlare senza timore di giudizi, sentirsi compreso, e trovare il proprio spazio per esprimere emozioni e bisogni.

Quando il mal di testa diventa frequente, è consigliabile coinvolgere anche la scuola. Gli insegnanti possono osservare eventuali segnali di malessere durante la giornata e collaborare con i genitori per adattare, se necessario, i ritmi e i carichi di lavoro. In alcuni casi, può essere utile il supporto di uno psicologo, specialmente quando il dolore si intreccia con disagi emotivi o familiari.

Infine, è importante ricordare che ogni bambino è diverso. Non esistono soluzioni standard. La gestione della cefalea richiede un approccio personalizzato, fatto di ascolto, osservazione e collaborazione tra famiglia, pediatra e, quando necessario, altri specialisti.

Educare le mamme, soprattutto quelle alla prima esperienza, a riconoscere i segnali del corpo del loro bambino è uno degli obiettivi più importanti del mio lavoro. Il mal di testa non è solo un sintomo da spegnere con una medicina, ma un messaggio da interpretare, un’occasione per migliorare l’equilibrio quotidiano e rafforzare il dialogo tra genitori e figli. Per questo, l’informazione è uno strumento di cura potente. E questo articolo vuole essere proprio questo: un riferimento semplice ma accurato, per accompagnare le famiglie con competenza, empatia e fiducia.

 


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